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Lunario politico 
(Inverno 2008)
L’uomo è sempre un animale politico? Comincio a dubitarne. Per essere un simile animale bisogna essere pronti a trattare con i compagni di strada, di piazza, di ogni luogo di incontro, per affrontare e, possibilmente, risolvere problemi comuni. Forse quelli che non trovano nella politica la loro fonte di lucro possono ancora riuscire ad avere quest’anima politica, ad essere ‘cives’. Ma i milioni di politici di mestiere e quelli che non incontrano mai nessuno non possono vedere con chiarezza i problemi del mondo. Evidentemente sto parlando soprattutto di me, che, pur non facendo il mestiere di politico, sto sempre rintanato nel mio buco. Quello che succede nel mondo lo vedo soprattutto in TV e lo leggo in Internet. Non credo di avere altre possibilità, se non chiacchierare di tanto in tanto con amici che leggono il giornale.
Bisogna tuttavia dire che i progressi tecnologici permettono di conoscere eventi che fino a cento anni fa erano concessi solo a pochi fortunati.
E così, pur rimanendo in un osservatorio ristretto, posso godere di uno spettacolo globale che nessun uomo ha mai avuto prima di questa era post-moderna globalizzata. Questa sarebbe un’occasione formidabile per chi volesse capire e trarre insegnamenti utili all’umanità futura. Può darsi che qualcuno ci riuscirà. Magari, Obama.
Per ora la globalizzazione è servita solo a pochi furbi per arricchirsi con pochi sforzi e lasciare gli altri in miseria.
Naturalmente non tutto fa disperare. Capita ogni tanto qualche notizia gradevole come, per esempio, il processo per direttissima contro un tifoso trovato nello stadio in possesso di una pistola, o l’uso a vantaggio della società di beni sequestrati alla criminalità organizzata, o la pubblicazione del libro ‘Centomila punture di spillo’.
Non credo che leggerò questo libro. Mi piace il titolo e il suo significato: le cose piccole ma incisive, come punture di spillo, che ognuno di noi può fare per combattere la crisi e pungolare la classe dirigente. Ma non mi piace il sottotitolo: ‘perché l’Italia possa ricominciare a correre’. Mi ricorda troppo quello che fanno il leone e l’antilope nella savana.
Quello che più mi disgusta è la minaccia, parzialmente ritirata, di abrogare una delle poche leggi benefiche per l’ambiente degli ultimi 20 anni: l’incentivo statale per le costruzioni e ristrutturazioni compatibili con l’ambiente. E mi disgusta la miope alterigia antiecologica con cui l’Italia ha trattato nell’Unione Europea la riduzione dell’emissione di gas serra, minacciando addirittura il veto.
E mi spaventa la prospettiva di costruire nuove centrali nucleari in Italia, dove il popolo si è già opposto con un referendum, e quando si è ben lontani dalla scoperta di un metodo efficace di produrre energia nucleare pulita e non pericolosa.
E poi c’è tanta confusione nell’organizzazione. Le leggi non sono chiare e di conseguenza le competenze dei diversi livelli amministrativi cozzano tra loro con effetti distruttivi sulle esigenze dei cittadini.
Volete un esempio?
Da un po’ di tempo le visure catastali sono gratuite e si potrebbero ottenere tramite Internet interrogando il sito del Catasto. Ma andate a vedere che cosa ci trovate: io ci ho trovato notizie arretrate o comunque false. Per avere qualcosa di più verosimile mi sono dovuto rivolgere a un’agenzia. Alla fine è risultato che è colpa mia, perché non ho controllato per tempo l'esito del lavoro del notaio che avevo pagato.
Ogni tanto esce fuori qualche politico che, per apparire generoso e ricevere applausi, annuncia l’intenzione di combattere lo strapotere di qualche categoria intermediaria. Ultimamente è stata minacciata la casta dei notai. Ma sono solo scaramucce tra affiliati a diverse caste.
Da quando è stato pubblicato il celebre libro che denuncia le malefatte della 'casta', questa clamorosa accusa alla classe politica ha destato molto scalpore, ma non cambia niente. Smantellare una casta è difficilissimo: nessuno vuole rinunciare ai privilegi che la fortuna e la legge gli hanno assegnato. E oggi si vedono molti politici, sulla cui buona fede e onestà avremmo giurato, difendere a spada tratta se stessi e i loro compagni di categoria, senza riguardo allo schieramento.
E ora, ecco la proposta di convertire la nostra repubblica democratica in una repubblica presidenziale. Ce lo aspettavamo. Se verrà attuata sarà completo il piano che tutti conosciamo. Ora siamo già una oligarchia dove i poteri non stanno più in equilibrio. Presto diverremo quasi una monarchia.
Intanto il prezzo del petrolio si abbassa e le tariffe energetiche rimangono come erano quando si alzava. Molti lavoratori perdono il posto. Molti devono risparmiare sui generi alimentari e moltissimi devono rinunciare alla casa che volevano acquistare.


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